NEWS + LATEST EXHIBITION

EGEproject Final Exhibition – Murano Glass Museum – 18.04.2015 – 07.06.2015

10929939_429169080577957_5265513658882519082_n

From 18 April to 7 June 2015, the Murano Glass Museum will hold the final exhibition of European Glass Experience, curated by Museo del Vetro Director, Chiara Squarcina.

 

This exhibition is the summation of previous venues, and exhibits all sketches and artworks included in this European Union-sponosred project.

 

In Venice, the 40 artworks previously exhibited in Finland, Spain and Portugal, and the sketches selected by the scientific committee, will be shown to the public.

 

This final exhibition also includes the realization of ca. 20 sketches by the glass maestros of the Consorzio Promovetro of Murano. These companies carry theVetro Artistico® Murano trademark, and guarantee a Venetian artisanal production and excellence.

 

These new and unreleased artworks represent the essence of EGE project itself: glass craftsmen and glass artists working together, and creating something unique.

 

EGE is born from the collaboration between the City of Venice, Consorzio Promovetro Murano and the Fondazione Musei Civici of Venice, and it is coordinated by Cornelia Lauf.

 

Many are the European countries represented, with artworks coming from Austria, Czech Republic, Finland, France, UK, Ireland, Italy, Lithuania, Netherlands, Poland, Sweden, Germany, Hungary, but also international countries, like Argentina, Israel and Turkey.


*

24 . 03 . 015 + 25 . 03 . 015 = ARTISTS’ TALK + OPEN STUDIOS @ FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA – VENICE 
11065933_10153147229419787_4641432124728344602_nhttp://www.bevilacqualamasa.it/openstudios-2015

*

“TOMORROW NEVER KNOWS” on La Nuova di Venezia – 19 . 03 . 2015

Schermata 03-2457102 alle 09.04.02
*
“TOMORROW NEVER KNOWS” – SOLO EXHIBIT @ A plus A Project Space – PALAZZO MALIPIERO – VENICE

Calle della Morte
La mostra di Valerio Veneruso inaugura la sezione project space della A plus A, intesa come un luogo di sperimentazione dedicato ai giovani artisti selezionati per i loro progetti innovativi. La galleria A plus A sin dalla sua fondazione a Venezia ha ospitato numerose proposte di artisti creando un laboratorio attivo e di ricerca. Gli interventi sono curati sia dalla A plus A, sia da esterni e sia dagli studenti della School for Curatorial Studies Venice, la scuola nata nell’ambito della galleria, come centro di formazione professionale nell’ambito delle arti contemporanee.

La personale di Valerio Veneruso aperta fino al 12 aprile è il risultato di una approfondita ricerca che l’artista ha condotto sul concetto della morte e le forme della sua rappresentazione. Originariamente si ispira alla locuzione latina: Et in Arcadia ego. L’espressione è un memento mori che ricorda la presenza della morte nella vita dell’uomo. La frase appare per la prima volta come un’iscrizione in alcuni dipinti barocchi del Seicento, per ritornare nello scrittore moderno Johann Wolfgang von Goethe che la usò in una traduzione letterale tedesca — “Auch ich in Arkadien” come motto per la prima pubblicazione del suo Viaggio in Italia. Il percorso della mostra vorrebbe condurre lo spettatore a capovolgere le paure di fronte a un evento come la morte, trasformandole. Per cui l’esposizione deve essere recepita come una celebrazione della vita umana, che senza la morte non sarebbe possibile.

La mostra Tomorrow never knows traspone queste connotazioni storiche e allegoriche nell’adesso. Ancora oggi il teschio, assieme a lucifero, è la figura allegorica più comune nell’immaginario collettivo. Esse rappresentano anche la forma in cui il pensiero della finitezza umana è mercificata e commercializzata. In quest’ottica l’esistenza, sin dall’inizio del Novecento, si configura sotto il segno della frantumazione e delle macerie, come l’arte. Oggi gli emblemi barocchi si ripresentano come merci e beni di consumo. La merce e la sua pubblicità rimpiazza ovunque forme tradizionali e storiche della rappresentazione allegorica. Oggi pensare alla morte è talmente comune e ricorrente, da tramutarsi in una vera e propria armatura allegorica, un rivestimento contemporaneo per sentirsi immuni e intoccabili. Nonostante le sue rappresentazioni siano onnipresenti, il significato intimo dell’arte antica di morire bene, sembrano esclusi dal discorso contemporaneo.

In questo contesto Veneruso introduce un elemento nuovo. La personale Tomorrow never knows è infatti influenzata da una ricerca dell’artista sul Bardo Todol, che in tibetano significa “Liberazione con l’Ascolto”, noto nei paesi occidentali come il Libro tibetano dei morti. l testo descrive le esperienze che la coscienza vive dopo la morte, o meglio nell’intervallo di tempo che secondo la cultura buddhista sta tra la morte e la rinascita. Questo intervallo si chiama, in tibetano, bardo. Tomorrow never knows è anche il titolo di una canzone scritta da John Lennon per l’album Revolver. Il titolo è stato scelto proprio perché è aperto a molteplici interpretazioni, e il riferimento a un brano musicale rimanda a una forma di “ascolto”. Come nel brano musicale Tomorrow never knows di Revolver nella mostra di Veneruso non sono solo presenti le forme occidentali e mercificate della rappresentazione della morte, come per esempio il teschio, ma si rileva anche una forma spirituale di origine orientale. Senza mistificare la compresenza dei due elementi, di cui in tutto il Novecento soprattutto nei momenti di crisi si è fin troppo parlato, proprio questo dualismo molto costruito, è comunque percepibile nella personale di Veneruso in un percorso artistico insolito, intimo e profondo nell’affrontare il tema della morte, della rinascita e della vita.

Aurora Fonda e Sandro Pignotti

Tomorrow never knowns
Turn off your mind, relax and float down stream
It is not dying, it is not dying
Lay down all thoughts, surrender to the void
It is shining, it is shining
That you may see the meaning of within
It is being, it is being
That love is all and love is everyone
It is knowing, it is knowing

That ignorance and hate may mourn the dead
It is believing, it is believing
But listen to the color of your dreams
It is not living, it is not living
Or play the game existence to the end
Of the beginning, of the beginning
Of the beginning, of the beginning

Segue il testo critico di Marta Fassina (School for Curatorial Studies Venice) della mostra.

Il percorso espositivo ideato e concepito insieme all’artista, è una celebrazione della vita attraverso la contemplazione della morte: la perfezione del ciclo della vita in cui si nasce, si vive e si muore è problematizzato e mostrato nella propria vulnerabilità di essenza mutabile e temporanea.
La morte è presentata come un’opportunità: solo quando la si incontra, si può riconoscerla e affrontarla, per questo bisognerebbe nel percorso della mostra mantenere un atteggiamento di un viaggiatore che ritorna a casa. Anche nella tradizione cristiana, la morte è un’apertura a un oltre, a una forma di vita nuova in cui nulla è permanente, e niente è duraturo. L’arte come reazione a questo nuovo ambiente instabile, riceve forse una nuova forza: la precarietà crea la tela di fondo di questa nuova forma di cultura, in cui predominano in tutti i campi del pensiero e della creazione, il transitorio, la velocità e la fragilità. Instaurando quel che si potrebbe definire un regime precario dell’estetica.
Lo spettatore è libero di muoversi, in un vortice costante di entrate e di uscite, che si mescolano attraverso l’azione e la contemplazione dei reperti intimi che l’artista ci mostra, mantenendo così un atteggiamento ambivalente di repulsione e attrazione nei confronti della morte stessa.
Il frammento viene qui inteso, come momento vissuto e catturato, è l’elemento ricorrente che accomuna gli oggetti nell’intero progetto espositivo e su cui si snoda l’idea della contemplazione di attimi vissuti e fissati nel tempo in forme diverse. Esso è restituito dalle fotografie e dalla collezione di teschi in quanto traduzione di un gesto spontaneo, risultando così ancor più reale.

Lo spettatore comincia il suo viaggo nella stanza della mente e del ragionamento. Le tre mappe concettuali comunicano l’origine dell’intera mostra, tracciando un percorso fatto di segni immediati, annotazioni, nomi e riferimenti a concetti filosofici e alla storia delle religioni. Le annotazioni estrapolate e frammentarie, come il tratto spontaneo e scarabocchiato, acquisiscono un loro peso per la genuinità e la frenesia del pensiero. Un’accumulazione di palloncini sospesi raggiungeranno durante i giorni dell’esposizione il pavimento.

La seconda sala contiene una serie di fotografie installate sulla parete del corridoio. Il gesto restituisce la spontaneità e apparente casualità dei soggetti scelti e tesse estemporaneamente un prolungamento della mappe concettuali; le foto si fanno traduzione frammentaria riportando l’attenzione sull’elemento del teschio che sembra essere decontestualizzato e reinterpretato in una chiave prettamente goliardica o turistica. La rappresentazione della morte acquisisce forme diverse, il suo significato originario si perde spogliandosi negli usi più comuni e convenzionali, svuotati della loro carica e mostrandosi per la loro estetica ambigua o di tendenza.

Superato il corridoio, la sala principale ospita una collezione personale di teschi che l’artista ha ricevuto in dono da amici, amanti e parenti. I teschi poggiano su basi piramidali sprigionando un’energia mistica e arcaica. I colori scelti per i “corpi” dei teschi, sono una costante antropologica in quanto presente in tutte le civiltà, essi rappresentano colori archetipici nei simbolismi dei riti iniziatici e si ritrovano nella ritualità di tradizioni esoteriche. Ogni basamento innesca anche un’interazione di diverso tipo con lo spettatore: una sorta di contemplazione involontaria della morte in cui l’osservatore è costretto ad abbassarsi o ad allungarsi, per una corretta fruizione dell’oggetto. Una modalità simile alla contemplazione di un elemento come il teschio parte anche dall’intenzione propria dell’ars moriendi, secondo cui risultava necessaria e vitale la contemplazione continua della morte. Ignorare qualcosa come la morte significava, automaticamente, precludere la preparazione a una fase così importante come il trapasso, un momento fondamentale secondo la tradizione tibetana. Secondo il buddismo infatti, ogni difficoltà ha una sua soluzione e solo attraverso la focalizzazione della soluzione si può raggiungere l’illuminazione. Il significato originario del teschio viene accentuato e decontestualizzato: l’atto di regalare un teschio, permette di interpretare il concetto della morte, quasi come un dono, una liberazione e una possibilità di rinascita.

Superata la sala principale i toni chiari di tutto l’allestimento cominciano a lasciare spazio all’oscurità: al centro della penultima sala, si può vedere e sfogliare 3472530633 2004 -2014 un libro che contiene 10 anni di sms ricevuti da quando l’artista Valerio Veneruso possiede un telefono cellulare. Il libro è una raccolta di frammenti di vite, anche qui momenti precisi sono stati fissati, fermati nel tempo e caricati di valore nell’atto del mostrare. Il testo ripercorre un decennio della vita dell’artista e di chi ne ha fatto parte. Il tema della ritualità ritorna e l’atto della trascrizione diventa centrale, l’osservatore sfogliando il libro diventa parte integrante del lavoro.

L’ultima sala è quella che chiude e apre al tempo stesso l’intera mostra. Delle luci stroboscopie e una tenda conducono il visitatore a alla visione di Bardo, un montaggio costituito da frammenti di video amatoriali girati dallo stesso artista e volutamente incompleti. L’intenzione è di far avvertire la sensazione di star rivivendo la propria vita come se si fosse arrivati in punto di morte, come se universalmente si potesse prendere coscienza della fugacità dell’esistenza. Il filmato inizia raccontando una nascita, e prosegue con la descrizione di immagini e situazioni evocative, elementi che svolgono un processo catartico come l’acqua che scorre o la documentazione di diverse feste, di un rapporto sessuale, di un matrimonio e di un funerale, affiancandosi a momenti in cui è possibile leggere Bardo attraverso una chiave prettamente mistica: i bagliori di luce, i suoni ipnotici, per poi cessare in una conclusione onirica.
Secondo la tradizione tibetana ciò che ci aspetta dopo la vita è un viaggio tra visioni e bagliori, finalizzato alla reincarnazione e che accompagna la coscienza umana all’interno di vari bardo (stato intermedio). L’esperienza della vita ci appare così come un unico momento di passaggio tra uno stato di coscienza e l’altro.

Marta Fassina

*

VJ FET – “SNAKES @ PUNTOCROCE” – VENICE – 01.31.’15
MUSIC: PAUL ZIGFRIST+ MAGENTA + GRAO

B8XheBUIAAAaO_Q copia

Schermata 01-2457054 alle 19.11.58 (2)Schermata 01-2457054 alle 19.30.15 (2)Schermata 01-2457054 alle 19.51.28 (2) Schermata 01-2457054 alle 22.20.31 (2)Schermata 01-2457054 alle 23.52.32 (2) Schermata 01-2457054 alle 20.29.22 (2)
*

SELECTED ARTISTS FOR THE RESIDENCY PROGRAMA AT THE BEVILACQUA LA MASA FOUNDATION

*

blm

Artisti selezionati 2015

Riccardo Giacconi / Enej Gala

Francesco Nordio  / Valentina Furian

Annalisa Zegna  / Matteo Stocco

Miriam Secco / Valerio Veneruso

Christian Manuel Zanon /

Davide Sgambaro

Caterina Morigi / Sebastiano Sofia

http://www.bevilacqualamasa.it/artisti-selezionati

*

RESIDENCE PROGRAM A/V SET @ FLAT CLUB 4 “FLATSCAPE” 01.23.2015 – MESTRE (VE)
DJ SET: GRAO + LECRI

10462541_10152514428811426_4671588642716206555_n

Schermata 01-2457047 alle 00.28.38 (2) Schermata 01-2457047 alle 00.59.28 (2) Schermata 01-2457047 alle 01.40.35 (2) Schermata 01-2457047 alle 01.49.28 (2) Schermata 01-2457047 alle 02.54.07 (2) Schermata 01-2457047 alle 03.00.30 (2)

FLATSCAPE #2

Appuntamenti ricercati con la musica sperimentale ed elettronica.
Paesaggi sonori percorsi da LIVE, DJSET e VISUAL.

≈ Live: ANTEZ
Antez è un percussionista e scultore francese che esplora la materia sonora sfruttando la percezione fisica del suono. E’ convinto che la capacità di sperimentazione di strumenti acustici sia senza limiti, chiama i suoi strumenti dispositivi (elementi o apparecchi) e devia il loro utilizzo. E’ stato nominato “Logos Award” per il miglior concerto nel 2012 ed e’ stato vincitore del Belluard Bolwerk international contest nel 2002.
http://www.antez.org/
http://antez.org/antezspectre.html

≈ Visual: DADA VS
Dada Versus, alter ego virtuale di Valerio Veneruso, si muove tra pixel rarefatti, codec corrotti e immagini arcane. I suoi interventi sono momenti d’immersione totale che danno vita a un’esperienza visiva unica.
http://vimeo.com/user5621269/videos
https://dadavs.wordpress.com/

≈ Dj set:

GRAO
“Ascoltatore vorace e onnivoro, appassionato di clubbing U.K., ritmi minoritari, dance music periferiche e jam percussive, Grao spinge selezioni eclettiche e progressiste senza mai perdere di vista il dancefloor”
http://www.mixcloud.com/AnotherGreen/
https://soundcloud.com/grao
http://precipitevolissimevolfermo.tumblr.com/

LECRI (Electronicgirls)
http://www.mixcloud.com/cri-pac/
http://electronicgirlslabel.weebly.com/lecri.html

Flatscape#2 è in collaborazione con l’associazione veneziana Nerodiseppia, un progetto collettivo a sostegno dell’autoproduzione e della creatività libera.
Nerodiseppia è uno spazio di incontro e promozione di artisti, musicisti, designer e produttori indipendenti, le cui attività si svolgono sia nella sede di Venezia che in collaborazione con altre realtà, in un’ottica di scambio e crescita reciproca.
http://www.nerodiseppiavenezia.com/
https://www.facebook.com/nerodiseppiavenezia/info

Contributo consigliato: €5

Invito e partecipazione riservato ai soci ARCI FLAT.

*

@ EGE PROJECT – EXHIBITION THREE – MARINHA GRANDE MUSEU VIDRO – 12.13.2014 – 02.22.2015

Schermata 12-2457007 alle 11.39.12http://egeglass.eu/marinha-grande-museum-glass/

http://www.glassismore.com/core/content.php?&option=viewitem&id=74&rd=2033&le=11

*

A/V SET @ FLAT CLUB 4 “FLATSCAPE” 11.28.2014 – MESTRE (VE)
LIVE SET: LA CAPRA – DJ SET:ONCE A WEEK ( Laio/Brokenchips)
LECRI (Electronicgirls)

http://electronicgirlslabel.weebly.com/lecri.html

10802029_10152392429261426_7021737860012043424_n

10407279_10152379559106213_9039952895985675736_n

Photo: Cristina Pacquola

1391753_495791870562666_6175089019076057248_n

1505369_495791937229326_1004478951802174947_n

FLATSCAPE #1

Appuntamenti ricercati con la musica sperimentale ed elettronica.
Paesaggi sonori percorsi da LIVE, DJSET e VISUAL.

≈ Live: La Capra
La Capra, no-fi session (cassette, synth DIY, carabattole, effetti)
Weakie Discs Records
www.weakiediscs.blogspot.com
www.giulioescalona.weebly.com


≈ Visual: Dada VS
Dada Versus, alter ego virtuale di Valerio Veneruso, si muove tra pixel rarefatti, codec corrotti e immagini arcane. I suoi interventi sono momenti d’immersione totale che danno vita a un’esperienza visiva unica.
http://vimeo.com/user5621269/videos
https://dadavs.wordpress.com/

≈ Dj set:
ONCE A WEEK ( Laio/Brokenchips)
LECRI (Electronicgirls)http://electronicgirlslabel.weebly.com/lecri.html

Il primo appuntamento Flatscape è in collaborazione con l’associazione veneziana Nerodiseppia, un progetto collettivo a sostegno dell’autoproduzione e della creatività libera.
Nerodiseppia è uno spazio di incontro e promozione di artisti, musicisti, designer e produttori indipendenti, le cui attività si svolgono sia nella sede di Venezia che in collaborazione con altre realtà, in un’ottica di scambio e crescita reciproca.
http://www.nerodiseppiavenezia.com/
https://www.facebook.com/nerodiseppiavenezia/info
Contributo consigliato: €5

Invito e partecipazione riservato ai soci ARCI FLAT.

Contatti:
via Torino 133, 30172 Mestre Venezia (VE)
associazione.flat@gmail.com
https://www.facebook.com/associazione.flat

*

11.25.2014 @ CONSERVATORIO BENEDETTO MARCELLO for the SCHOOL FOR CURATORIAL STUDIES OF VENICE

“The artist Valerio Veneruso introduced us to his concepts of catharsis in contemporary arts and his latest works on “The Liberation Through Hearing During the Intermediate State or Bardo Tödröl” a funerary text often referred by the more casual title, Tibetan Book of the Dead.”

10414835_1571627716406961_6692235919384449426_nPhoto: Sandro Pignotti

 

1978894_1571627676406965_1061864600457158767_nPhoto: Nicolò Gemin

*

 @ EGE PROJECT – EXHIBITION TWO – FUNDACION CENTRE NATIONAL DEL VIDRIO 07.29 – 11.16.2014

ege

 

After the success of the first edition of European Glass Experience, at the Finnish Glass Museum (Riihimaki, Finland), EGE arrives in La Granja, Segovia, Spain.

 

From 28 July to 16 November the Fundación Centro Nacional del Vidrio hosts an exhibition, a meeting, and a workshop for European Glass Experience.

This international project dedicated to contemporary art and glass was conceived to valorize artisanal glass art as a cultural patrimony to save and promote. It was born from a collaboration between the City of Venice and Promovetro Murano, as well as the Museum of Glass, Murano – Fondazione Musei Civici di Venezia, with the scientific coordination of Cornelia Lauf.

 

The exhibitions follows an international competition in 2013, co-financed by the Culture Program of the European Union, and directed toward young aritsts between 18 and 40 years of age – who were able to present a work realized in the last two years in any technique or glass medium, or a sketch for same (study or drawing).

 

Exhibition: From 29 July until 16 November 2014, the Museo Tecnologico del Vidrio will host European Glass Experience, in the second stage of the traveling international show, with the winners of the exhibition, chosen by an international jury composed of museum directors, curators, and experts in glass.

 

As in Finland, in Segovia, the sketches and twenty winning works were selected by the national curator, Paloma Pastor, director of the museum.

 

The works represented include artists from the following nations: Austria, Czech Republic, Finland, France, England, Germany, Ireland, Italian, Lithuania, Holland, Poland, Sweden, Hungary, but also works of Argentine, Israeli and Turkish citizens of the EU.

 

A series of Workshops is also planned, featuring three artists coming from Finland, Lithuania, and Italy. They will work alongside artists, master glassblowers and Spanish students of the Higher Education Institution of Glass of the Fundación Centro Nacional del Vidrio.

The project is a great opportunity for young artists, designers and lovers of glass to discuss and share experiences and techniques, as well as exhibit their own works in the museum.

 

European Glass Experience will proceed on its tour throughout Europe – with stops planned in Poland, England, and Sweden after its next venue, in 2015, at the Glass Museum of Murano, where all the selected works from both Finland and Spain will be showcased.

 

The Fundacion Centro Nacional del Vidrio is siutated near the Royal Glass Factory of La Granja (Segovia, Spain), one of the industrial edifices of greatest significance in Europe during the 18th century, and a symbol of the identity of the province of Segovia. The goal of the Foundation are the promotion, development and diffisuion of the story and manufacture of glass, which finds its fruition in the teaching that the Foundation imparts at various levels. The project includes the Museo Technologico del Vidrio where the history of glass techique and production are featured; the Higher Education Institution of Glass, a school equipped at a higher level to deliver diplomas and master’s degrees, and a center of artisanal production,outfitted with a furnace where various types of production and decoration (ethcing, enamel, gilding, engraving), are taught. In this way, the tradition of glassmaking, which La Granja was famous for in the past, is amplified and brought back to life, to give an ever more interested public an insight into the rich heritage of this town.

*

“YES, YOU CAN” for “ART SOUVENIR AL BUNDUQIYYA” @ LA FENICE GALLERY – VENICE

10562866_678654992217666_1903007828_o Photo: Nicolò Gemin

“Yes, you can” – digital print on paper
H 23.5 x L 32.3
2014

*

“ART SOUVENIR AL-BUNDUQIYYA” – GROUP EXHIBITION @ LA FENICE GALLERY 06/26/2014 > 07/26/2014 – VENICE

Schermata 07-2456848 alle 14.48.33

La Fenice Gallery renews Art Souvenir Al-bunduqiyya with the partecipation of new artists and new pieces by the artists of the first proposal.

Artworks by: Giuseppe Abate, Amedeo Abello, Daniela Albanese, Edoardo Aruta, Alvise Bittente, Gino Blanc, Thomas Braida, Giacomo Briano, Ahmad Charaf E. K., Clown Poubelle, Angela Colonna, Lorenzo Commisso, Fabio De Meo, Marco Di Giuseppe, Suely Facchini/Marco Fagarazzi/Gioele Orrù, Robert Frankle, Nicolò Gemin, Gli Impresari (Edoardo Aruta/Marco Di Giuseppe/Rosario Sorbello), Marco Gobbi, Andrea Grotto, Giulia Incani, Nicolas Magnant, Rachele Maistrello, Christian Maretti Editore, Elena Mazzi, Corinne Mazzoli, Valentina Merzi, Valerio Nicolai, Sandro Pignotti, Poubelle, Alessandro Ragazzo, Andrea Rosara, Federico Sanna/Simone Sacchi, Elisa Sartori, Michele Spagnolo, Venanzio Straulino, Kreshnik Sulejmani, Cecilia Tirelli, Sara Tirelli, Chiara Tubia, Negin Vaziri, Valerio Veneruso, Serena Vestrucci, Nico Naïsky, Francesca Zucca, Angela Zuin. From the root of the word, almost as knowing the beginning of a personal story, the term souvenir, in French memory, it is now a very common word, perhaps abused becouse it is no longer recognized as its real meaning: collecting the essence of a particular time lived in a certain place, as if we want to preserve the memory of the experience. The more conscious travelers have always chased, for this very reason, works of art and culture, small trophies filled with magic which contain outstanding local cultural identities, pointing to a more or less traditional past or to a symbolic value. Since the eighteenth century, when leisure travels and movements in general endured a significant increase in the propensity of visitors to buy small items packaged as necessary to carry home to remember a special place just met, was commercially exploited. Nowadays it is still like this: though many things have changed in the last few centuries , the fact remains: to leave and return back home is not enough, remains the need to tell the ‘adventure’, to show we have lived, to exhibit some souvenirs. The journey has gradually changed the identity: the possibility destined to some lucky few explorers became an affordable activity to everyone, tourism that has to be consumed quickly, more and more widespread, but often superficial and inconsistent, where the small memory to defend worth more that the lived experience. The memory-object is commonly understood like a small part of the ‘everything’. It is indeed an expression of tangible culture that contributes in every case to the definition of the local identity profile. Aware, or not. Also, these “scalps” of culture, today, shape the forms of remembrance. They are unrecognized, abused, stylized, miniaturized, but their significance still has the necessary power to claim attention. They feed the mental maps of community and they strongly influence the representation of a world where the touristic and cultural spaces overlap. Purpose of the project is also the desire to investigate the mechanisms that lead to the lucky phenomenon of merchandising. We cannot forget Piero Manzoni and his famous ‘Artist’s Shit’, ninety editions in can, that today we can consider pioneer of the artistic merchandising, whose work becomes food for thought on marketing. For merchandising we mean the effort of a brand – or the use of a well-known product – to sell another one. A vivid process in the touristic system as well as in the artistic one: in this last one is the artist that puts himself in the shoes of a brilliant brand, undressing the masterpiece from its value. “Damien Hirst is a brand, because the art form of the 21st century is marketing. To develop so strong a brand on so conspicuously threadbare a rationale is hugely creative – revolutionary even” (Greer, Germaine – September 22nd 2008, “Germaine Greer Note to Robert Hughes: Bob, dear, Damin Hisrt is just one of many artists you don’t get”, The Guardian). La Fenice Gallery welcomes instead Art Souvenir Al-bunduqiyya like a new space of communication and exposition, poised between an original shop and a collective exhibition, which sees young artists dialogue with their territory and the relative conventions, in an ironic and smart way, and affordable by anyone. Not to be forgotten the reworking of some stereotypes from which we depend. This often takes to unexpected re-evolutions of common objects, privileged material for artistic researches that try to give back authenticity to images. The proceeds will go half to support the activities of La Fenice Gallery and the other half to the work of the artist. Art Souvenir Al-bunduqiyya The exhibition will be fitted out in the new room opened specially to admit new and ongoing artworks. (Al-bunduquiyya is the Arab word for Venice, a unique example among European cities, for which there is no traslatino. Its origin dates back to the late 1th century and it means “different”, “bastard”, in the sense of mixed origins. Later on, in the 14th century, the word acquired a further meaning, “rifle”, probably because Venetians were the first who introduced firearms into Arab countries.) Curated by Cecilia Tirelli in collaboration with Ana Maria Area Martinez, Biancamaria Milo e Sara Benetti. Contacts: www.lafenicegallery.com – info@lafenicegallery.com Open: Thursday to Sunday 2.00 – 6.00 pm or by appointment

*

“CUT EYE – THE POWER OF IMAGE MANIPULATION IN CONTEMPORARY ERA”  A THEORETICAL AND PRACTICAL WORKSHOP  FOR THE SHUFFLE PROJECT #5 – 4BID GALLERY, AMSTERDAM – 05/ 16+18/2014

Schermata 07-2456848 alle 11.44.03

10277536_630595403691723_3613034598999956376_n

Photo: Irina Vainio

10255433_630595680358362_3544789067957375615_nPhoto: Irina Vainio

10247280_630596963691567_5563769760110853337_n

Photo: Irina Vainio

10271641_631079333643330_5069052269343999074_nPhoto: Irina Vainio

10330493_631079096976687_8935421136261530005_nPhoto: Irina Vainio

10366194_631078980310032_6995441955996200554_nPhoto: Irina Vainio

10150724_631079913643272_5749335185383565343_nPhoto: Irina Vainio

10308559_631080006976596_5423231449652026098_n

Photo: Irina Vainio

10288726_631078790310051_8533518405872537166_n Photo: Irina Vainio

*

FIRST “EUROPEAN GLASS EXPERIENCE PROJECT” GROUP EXHIBITION – FROM THE 28TH MARCH TO THE 8TH JUNE 2014 @ THE FINNISH GLASS MUSEUM IN RIIHIMAKI (FINLAND)

Ege in Finlandia

 

European Glass Experience: Undiscovered Potential – Young Promising Names in European Glass Art is an international touring exhibition of 40 works of art glass and 38 drawings. The exhibition will begin its tour at the Finnish Glass Museum with 20 works and all the drawings. In July 2014, the second exhibition will be held at Fundación Centro Nacional del Vidrio in Segovia, Spain, with the other 20 pieces and the drawings. In the spring of 2015, all 40 works and the drawings will be on show at the Museo del vetro in Venice, Italy. The exhibits were chosen through a competition involving over 200 young glass artists (aged 18 – 40) from 22 European countries. An international competition jury consisting of museum directors, curators and glass experts from Italy, Germany, Great Britain, Poland, Spain and Finland selected 40 works representing glass art in seventeen countries. The jury also selected 38 drawing, all of which will be on display at the Finnish Glass Museum. A further selection of ten works will be made from these drawings, to be realized in glass by the master glassmakers of Murano in the autumn of 2014. These pieces will be on display at the exhibition in Venice in the spring of 2015. In connection with the exhibition at the Finnish Glass Museum a workshop will be held at the Lasismi glass studio on 28 –29 March 2014. At this event, three young artists from France, Denmark and the Czech Republic have been invited to work together with Finnish glass artists. The public can follow the making of the pieces and the work of the artists. There will also be an pportunity for discussions with the young artists. This exhibition is part of the European Glass Experience project, with the City of Venice as its main organizing body. The project includes Promovetro association of glassmakers in Murano, the Murano Glass Museum, the Spanish Museum of Glass Technology and the Finnish Glass Museum. A two-year grant from the EU’s Culture Programme was awarded for this project I 2013. The aim of the project is to present the works of young glass artists and designers to international audiences, to promote the networking of people involved in glass art, and to present the skills of the master glassmakers of Venice, Europe’s renowned centre of glassmaking.

*

DADAVS VJ SET for W A R P E D 04.04.2014 @ TAG CLUB – MESTRE (VE)

Schermata 04-2456751 alle 12.57.12

 

Dada Vision Prod.

*

SELECTED ARTIST FOR THE ” EUROPEAN GLASS EXPERIENCE  PROJECT” – 29.03.2014

ege valerio veneruso artirbune

È un progetto internazionale dedicato all’arte contemporanea e il vetro, ideato per valorizzare il ruolo dell’artigianato vetrario come un patrimonio culturale da salvaguardare e promuovere. Promosso dal Comune di Venezia in collaborazione con il Consorzio Promovetro Murano e il Museo del Vetro di Murano, e rivolto a giovani artisti tra i 18 e i 40 anni, che hanno potuto partecipare presentando un’opera realizzata negli ultimi due anni con qualsiasi tecnica e lavorazione del vetro, o un progetto (studio o disegno). Ora European Glass Experience – questo il titolo – ha selezionato i progetti vincitori, circa 80 tra opere e bozzetti, alcuni saranno realizzati da maestri artigiani, di giovani artisti provenienti non solo da tutta Europa ma anche da Argentina, Giappone, Israele, Stati Uniti, Turchia. A sceglierli una giuria internazionale composta da direttori di musei, curatori ed esperti di vetro, con il coordinamento di Cornelia Lauf. E proprio ieri – 28 marzo – si è inaugurata la prima mostra presso il Museo del vetro di Riihimaki (Finlandia), a cura di Uta Laurén. Le tappe successive saranno ospitate alla Fondazione – Centro Nazionale del vetro di Segovia (Spagna), diretta da Paloma Pastor, e poi al Museo del Vetro di Murano, diretto da Chiara Squarcina, parte dei Musei Civici Veneziani, diretti da Gabriella Belli. Seguiranno anche altre tappe, tra cui il Museo delle Vetrate di Cracovia (Polonia), il Festival Internazionale del vetro a Stourbridge (Regno Unito), e la Fabbrica del vetro di Boda Glasbruk (Svezia). Fra gli artisti selezionati, molti gli italiani, da José Angelino a Stefano Bullo e Ester Marano, Giorgio Andreotta Calò, Gaia Carboni, Valentina Girbino, Arabella Guidotto, Aaron Inker, Giulia Maculan, Elena Mazzi, Federica Nonnato, Davide Spillari, Elena Trevisan, Valerio Veneruso.

EGE project website: http://egeglass.eu

(Click  the pic to view the entire article)

*

DADAVS VJ SET FOR OUTLOOK FESTIVAL 2014 – VENICE LAUNCH PARTY 22.03.2014 @ RIVOLTA CSO – VENICE

Schermata 04-2456750 alle 09.39.31

Live projections featuring “LE RIVOLTELLE” flying performance

Schermata 04-2456750 alle 09.49.21 (Click  the pic to see the performance)

*

DADAVS VJ SET FOR CARNEVALANGA CONNECTION 28.02.2014 + 02/03/2014  @ CAMPO MANIN – VENICE

1896967_745838505435462_1158340970_n 1016327_745838635435449_1110196870_n

WWW.CARNEVALANGA.COM

*

31.01.2014 – 4ATALK @ 4BID GALLERY – AMSTERDAM

4a talk 4bid Theme of the week : Death thorugh Art part 3. with Paolo Paggi (IT)

4bid proposes the weekly event 4aTalk. The topic is Death through the Arts by Paolo Paggi. Documentary about Bas Jan Ader “Here Is Always Somewhere Else” directed by Rene Daalder will be screened in the Gallery, free/on donation. Talk to follow the movie with Italian artist Valerio Veneruso.Death trough Art is a research about how art imagines death. The talk explores and analyzes one of the most existential topic, the Death, via several art works. Paolo Paggi, who leads the discussion, invites the audience to participate to an interactive and guided visual interpretation from the past to the contemporary art scene.”I want to do a piece where I go to the Alps and talk to a mountain. The mountain will talk of things which are necessary and always true, and I shall talk of things which are sometimes accidentally true.” B.J.A.
Schermata 02-2456690 alle 17.21.45

(Click  the pic to see the talk)

*

13.12.2013  ART SOUVENIR AL  BUNDUQIYYA @ LA FENICE GALLERY (VE)

ART SOUV GRAF small

Curated by Cecilia Tirelli
in collaboration with Sara Benetti
 
Art Souvenir Al-bunduqiyya
Works by: Amedeo Abello, Daniela Albanese, Alvise Bittente, Marko Bjelancevic, Thomas Braida, Angela Colonna, Lorenzo Commisso, Fabio De Meo, Andrea Grotto, Giulia Incani, Nicolas Magnant, Rachele Maistrello, Elena Mazzi, Corinne Mazzoli, Valentina Merzi, Valerio Nicolai, poubelle, Elisa Sartori, Michele Spagnolo, Andrea Rosara, Venanzio Straulino, Kreshnik Sulejmani, Cecilia Tirelli, Valerio Veneruso, Francesca Zucca.
Opening
Friday 13th December 2013
6.30 pm
I always find it interesting to go to the root of a word: almost as much as knowing the beginning of a personal story. Souvenir, in French ‘memory’, it is now a very common word, perhaps abused, tied to the way of living cities, tourist attractions and major events.
Who finds himself, for work or passion, an inhabitant of a city like Venice it, usually doesn’t feel a great sympathy for such an acquired archetype; but it is worth investigating and understanding why.   The Latin meaning, ‘come to the aid’, accurately reflects the meaning of the word ‘memory-object’, collected to preserve the memory and remember the event itself or pass it on to others: little monsters (lat. monsturm, shown strangeness) to commemorate, so to help to preserve the power of suggestions.
Images preserved in an attempt to take control of ourselves and the world.  Wiser travellers pursue this testimonies for centuries of art and culture that magically contains the ‘genius loci’, the local culture identity, a symbolic value: small trophies loaded with charm that enclose a more or less traditional past.
Since the eighteenth century, when leisure travels and movements in general endured a significant increase in the propensity of visitors to buy small items packaged as necessary to carry home to remember a special place just met, was commercially exploited.  Nowadays it is still like this: though many things have changed in the last few centuries , the fact remains: to leave and return back home is not enough, remains the need to tell the ‘adventure’, to show we have lived, to exhibit some souvenirs.
The journey has gradually changed the identity: the possibility destined to some lucky few explorers became an affordable activity to everyone, tourism that has to be consumed quickly, more and more widespread, but often superficial and inconsistent, where the small memory to defend worth more that the lived experience.  The memory-object is commonly understood like a small part of the ‘everything’.  It is indeed an expression of tangible culture that contributes in every case to the definition of the local identity profile. Aware, or not.
Also, these “scalps” of culture, today, shape the forms of remembrance. They are unrecognized, abused, stylized, miniaturized, but their significance still has the necessary power to claim attention. They feed the mental maps of community and they strongly influence the representation of a world where the touristic and cultural spaces overlap.
Purpose of the project is also the desire to investigate the mechanisms that lead to the lucky phenomenon of merchandising. For merchandising we mean the effort of a brand – or the use of a well-known product – to sell another one. A vivid process in the touristic system as well as in the artistic one: in this last one is the artist that puts himself in the shoes of a brilliant brand, undressing the masterpiece from its value.
Damien Hirst is a brand, because the art form of the 21st century is marketing. To develop so strong a brand on so conspicuously threadbare a rationale is hugely creative – revolutionary even
(Greer, Germaine – September 22nd 2008, “Germaine Greer Note to Robert Hughes: Bob, dear, Damin Hisrt is just one of many artists you don’t get”, The Guardian).
La Fenice Gallery welcomes instead Art Souvenir Al-bunduqiyya like a new space of communication and exposition, poised between an original shop and a collective exhibition, which sees young artists dialogue with their territory and the relative conventions, in an ironic and smart way, and affordable by anyone. Not to be forgotten the reworking of some stereotypes from which we depend. This often takes to unexpected re-evolutions of common objects, privileged material for artistic researches that try to give back authenticity to images.
The proceeds will go half to support the activities of La Fenice Gallery and the other half to the work of the artist.
Art Souvenir Al-bunduqiyya
The exhibition will be fitted out in the new room opened specially to admit new and ongoing artworks.
Curated by Cecilia Tirelli
in collaboration with Sara Benetti http://www.lafenicegallery.com/
1530402_687081814659160_667846939_n Photo: Nicolò Gemin

*

Valerio Veneruso – CAMERA VITREA @ La Fenice Gallery – Venice – 12.09.2013

Laura vettoriale

CAMERA VITREA di Valerio Veneruso

Testo di Angela Zuin

La camera vitrea è un piccolo spazio contenuto all’interno dell’occhio, più precisamente collocato tra la superficie posteriore del cristallino e la retina. Del corpo umano è il luogo adibito a contenere l’umore vitreo, quella massa gelatinosa che funge da sostegno e protezione dell’occhio. La sua trasparenza permette il passaggio della luce, quindi, la possibilità di fruire del mondo, della realtà che si muove e che, di riflesso, ci muove all’interno di situazioni diversificate: private, pubbliche, intime, cercate, casuali. Valerio Veneruso utilizza la Fenice Gallery come contenitore per allestire alcuni dei suoi ricordi, archiviati attraverso disegni, ed estemporanee riprese video dove la qualità dell’immagine soccombe alla volontà di utilizzare un certo tipo di risoluzione per essere il più vicino possibile al concetto di realtà. Il confronto tra dentro e fuori, tra artista e spettatore si confonde creando una dimensione organica all’interno di un parallelismo che rende l’allestimento un ludico movimento di ambienti vissuti nel quotidiano, arricchiti dalla memoria di chi vi è passato. L’intimità si svela: la possibilità di calare lo spettatore nella vita privata altrui mettendone a fuoco dei frammenti, istanti fotografati, scelti e ricalcati su carta con pennarello nero. Nei filmati, invece, l’artista diviene spettatore a sua volta: osserva, contempla quello che avviene fuori la finestra della propria stanza, ascolta musica, ferma il momento. ‘Camera Vitrea’ si veste di senso; l’esperienza che racconta il passaggio dell’artista tra abitazioni dislocate nel territorio veneziano, paesaggio di luoghi trovati, vissuti e sbirciati. Come se per un attimo ci si potesse guardare in profondità, ma con uno sguardo esterno al corpo, così Valerio, in modo quasi viscerale, dona il suo intimo al visitatore rendendolo parte attiva. Un’autopsia della realtà, che svela un mosaico di visioni, incastrate tra di loro, capaci di incantare e trattenere lo sguardo.

/

VITREOUS CHAMBER by Valerio Veneruso

Text by Angela Zuin

The vitreous chamber is a small space located inside the eyeball, more precisely between the lens surface and the retina. In the human body this is the place filled with the vitreous humor, the transparent gel that supports and protects the eye. Its transparency allows the passage of light, therefore, the opportunity to enjoy the world, the reality that moves and that, consequently, moves us in different situations: private, public, intimate, looked for, random. Valerio Veneruso uses La Fenice Gallery as a case to set up some of his memories, stored through drawings and impromptus video shoots where the quality of the image succumbs to the desire of using a certain type of resolution, to be as close as possible to the concept of reality. The comparison between inside and outside, between artist and audience is confused by creating an organic dimension within a parallelism that transforms the set up in a playful moment of environments experienced in everyday life, enriched by the memory of those who passed by. The intimacy is revealed: the possibility of dropping the viewer into the private life of others focusing the fragments, photographed moments, chosen and traced on paper with a black marker. In the videos, the artist becomes spectator himself: he observes, contemplates what is happening outside the window of his room, listens to music, stops the moment. “Vitreous chamber” dresses itself with sense; the experience that tells us the transition of the artist while moving between different residences located in the Venetian territory, a landscape of found places, lived and peeked. As if for a moment we could look deeply in ourselves, but with an outside view; Valerio, in an almost visceral way, gives his intimate to the visitor, so making him an active part. An autopsy of reality, which reveals a mosaic of visions, interlocked, able to enchant and hold the look.

http://www.lafenicegallery.com/w/portfolio/camera-vitrea-di-valerio-veneruso/

1 Camera vitrea interno “Laura” + “Via rampa del cavalcavia,12” Marker on paper – 2013 Photo: Orfeo Papagni

1a IMG_1576

“Laura” (detail) – H 100cm W 137,50cm Marker on paper – 2013 Photo: Orfeo Papagni

2 IMG_1569 “Via rampa del cavalcavia,12” (detail) – H 98cm W 151,50cm Marker on paper – 2013 Photo: Orfeo Papagni

2a IMG_1564 “Con Alli” – H 200cm W 97cm Marker on paper – 2013 Photo: Orfeo Papagni

2b Armadio camera vitra “La paranoia non è altro che la seconda faccia dell’amore” / “Paranoia is just the other side of love” C. Manson

3 IMG_1572 “Prima di andare a dormire” – H100cm W 143,50cm Marker on paper, 2013 Photo: Orfeo Papagni

4 IMG_1561

“Il giorno dopo” – H 98cm W 227cm Marker on paper, 2013 Photo: Orfeo Papagni

5 IMG_1565

“Bauli in bagno” – H 92cm W 98cm Marker on paper, 2013 Photo: Orfeo Papagni

Schermata 10-2456580 alle 20.52.17 Schermata 10-2456580 alle 20.54.57   Schermata 10-2456580 alle 20.55.28 “Camera vitrea” – 2013 Video stills

IMG_1600

Photo: Orfeo Papagni

6 IMG_1582

Photo: Orfeo Papagni

7 IMG_1588

Photo: Orfeo Papagni

7a

Photo: Orfeo Papagni

8With La Fenice Gallery staff: Eleonora Facchini, Angela Zuin and Cecilia Tirelli Photo: Orfeo Papagni

*

DADAVS Vj set + LeCri @ FESTA DEL REDENTORE IN SERRA – Serra dei giardini – Venice – 20.07.2013

Schermata 07-2456492 alle 12.20.34

https://www.facebook.com/events/145153562348961/

Schermata 07-2456500 alle 14.59.04

(Click the pic to see the video)

LeCri Mixcloud: http://www.mixcloud.com/cri-pac/

*

    @ the group exhibition “Cib’arti” – SARAJEVO SUPERMARKET – Naples – 05.06.2013

Schermata 07-2456479 alle 17.53.01

Cib’arti: seconda collettiva nell’home-studio napoletano di Sarajevo Supermarket, a un anno e mezzo dalla costituzione dell’associazione e dello spazio fisico-contenitore e a diciotto anni dalla nascita del progetto, è anche un momento di riflessione sul processo intrapreso di aggregazione di artisti indipendenti, di documentazione del lavoro artistico e di stimolo alla produzione, nonchè apertura verso nuove vie da percorrere.

27 artisti di diverse generazioni e con linguaggi differenti, provenienti o operanti principalmente in Campania – ma non solo – affrontano le suggestioni evocate dalla parola Cib’arti, indagando le connessioni tra il cibo e la vita, tra l’arte e il cibo, tra l’arte e la vita, da diverse prospettive. Siamo quello che mangiamo, affermava Feuerbach. Il cibo è ciò che ci nutre, ci alleva, ci alimenta quotidianamente. Nella necessità di alimentarci sta la nostra dipendenza dalla natura in cui siamo radicati, il nostro essere corpi che hanno bisogno di ricavare energia dall’esterno. Ma intorno a ciò che è più naturale nell’uomo – il cibo e la riproduzione – sono state elaborate dalle varie culture umane il più grande numero di costruzioni culturali: riti, sistemi di regole e proibizioni; religioni e filosofie laiche prescrivono gli alimenti consentiti e quelli proibiti nei vari periodi dell’anno, gli orari dei pasti, i digiuni, gli abbinamenti tra i cibi, le valenze magiche di alcuni di essi. Il momento dei pasti è da sempre, in tutte le culture, anche momento di pausa e di socialità: cosa ne resta in un’epoca mediatica, frenetica e individualista? La nutrizione evoca il suo contrario, la vita evoca la morte, la esorcizza, la digerisce. E la digestione cos’è, se non la trasformazione? Ma fino a che punto possiamo trasformare in energia utile ciò di cui ci cibiamo, quando questo non è altro che veleno? Non a caso alcuni degli artisti in mostra riflettono sulla catastrofe ambientale (e non solo) che colpisce in particolar modo la nostra regione, con rabbia, con amarezza, ma anche con qualche spiraglio di speranza, poichè – in un certo senso – anche la morte evoca la trasformazione e la nuova vita. In quanto esseri umani, inoltre, la nostra dipendenza dall’esterno non è solo naturale: abbiamo bisogno di nutrimento anche per lo spirito, per l’intelletto, per la socialità. Il cibo nella sua accezione metaforica, quindi, diventa tutto ciò – anche di immateriale – che l’uomo produce e consuma, e tra questo naturalmente l’arte. Gli artisti intervenuti a Cib’arti hanno indagato queste ed altre implicazioni; arti al plurale, oltre che per gioco di parole, anche per sottolineare la pluralità di linguaggi che incrocia Sarajevo Supermarket, che nello spirito di contaminazione che lo contraddistingue, porta avanti l’idea che la differenza sia una ricchezza e che la varietà sia d’incalcolabile vantaggio rispetto

*

A/V set with Johann Merrich for the ELECTROCAMP FESTIVAL – C32 Performingartworkingspace, Forte Marghera (Venice)

Flyer Electrocamp

Schermata 06-2456469 alle 01.06.48

(Click the pic to see the video)

*

DADA VS  VJ SET @ BANCHINA MOLINI 14 – MARGHERA (VE) – 01.06.2013 MUSIC: B.E.A. + Le Crì

Schermata 06-2456465 alle 15.19.14

http://www.undo.net/it/evento/161114

Schermata 06-2456465 alle 15.25.37

(Click the pic to see the video)

*

@ PUNTOCROCE (VE) FOR THE GROUP EXHIBITION “PRIMO COMPLEANNO” – 17.03.2013

Puntocroce

Schermata 03-2456369 alle 00.24.04

Festeggiamo un anno con una mostra che è quasi un manifesto, la più spontanea affermazione della voglia di creare, proporre, condividere, che è alla base di Punto Croce.

Sei amici e artisti entrano nella casa con i loro schizzi, i quaderni, i fogli: progetti per un lavoro in divenire o opere concluse essi stessi; segni distratti (divertenti e divertiti) oppure manifestazioni tangibili di un pensiero e di una volontà.

Punto Croce è uno schizzo. Un’idea in divenire. Una creatura che nella sua incompletezza trova forma e dignità.

Gli artisti metteranno a disposizione una selezione dei loro disegni e schizzi da taccuino che verranno fotocopiati e saranno fotocopiabili da chiunque lo desideri.

Tutti i presenti al compleanno potranno così crearsi il loro personale quaderno di schizzi o, aggiungendo qualche piccola traccia del nostro archivio, un catalogo fai da te, un album Punto Croce. Un modo per coronare e ricordare questo meraviglioso anno passato insieme, con la vostra presenza, il vostro affetto… Grazie dunque ad Ana Valter, Ryts Monet e Valentina Roselli, che abbiamo già ospitato con i loro lavori e che hanno deciso con entusiasmo di partecipare al compleanno. E grazie a Daria Tommasi, Camilla Martin e Valerio Veneruso per entrare a far parte di questa grande famiglia! Ana Valter (Belgrado, 1978) L’universo scultoreo di Ana si ispira al proprio vissuto familiare, così come al mondo animale ed agli oggetti che ci circondano. In un mix tra cinico e fiabesco si alternano pieni e vuoti, gesso e ferro: un collage di sculture che diventano quasi attori, potenzialmente partecipi di infinite narrazioni. Camilla Martin (Venezia, 1984) è un’artista e illustratrice che vive e lavora a Venezia. Ispirandosi al mondo naturale e a quello dei sogni, crea un universo surreale di creature che divengono gli archetipi di una nuova mitologia contemporanea.

Daria Tommasi (Trieste, 1984) è una grafica, che si occupa principalmente di grafica editoriale. La sua ultima mostra “Two in 1” (2012) con Rachele Maistrello, si è tenuta presso la galleria A+A, a cura di Eventi Arte Venezia.

Ryts Monet (Bari, 1982) ha conseguito la laurea triennale in Arti Visive all’Università IUAV di Venezia, e la laurea specialistica in Comunicazioni Visive Multimediali presso la Facoltà di Design e Arti del medesimo istituto.

Valentina Roselli (Torino, 1986) Il suo lavoro si sviluppa attraverso i media più vari – principalmente audio-visivi e si muove tra i temi dell’esotismo e percezione di immaginari collettivi. Nel 2012 è stata assegnataria degli studi d’artista della Fondazione Bevilacqua La Masa. In corso, il progetto Festiwaltz con l’antropologa Valentina Bonifacio.

Valerio Veneruso (Napoli, 1984) è un aritista visivo e grafico freelance. Opera nel campo delle arti visive esplorando diversi linguaggi: dalla performance alla grafica vettoriale, dal video alle installazioni. Laureato in “Pittura” all’Accademia di Belle Arti ed in Arti Visive presso lo IUAV. Vive e lavora a Mestre (VE)

http://www.puntocroce.tk/

Signing copies

Photo: Valentina Roselli

Schermata 03-2456373 alle 10.05.41

My sketches corner

P1010329

Photo: Valentina Merzi

Schermata 03-2456374 alle 22.42.21

People around Photo: Valentina Roselli

Schermata 03-2456373 alle 10.22.40

Less is more Photo: Valentina Roselli

Schermata 03-2456373 alle 10.14.18

Schermata 03-2456372 alle 23.58.10

Copying time Photo: Valentina Rosselli

Schermata 03-2456373 alle 10.10.26

Our personal catalogue Photo: Valentina Roselli

Schermata 03-2456373 alle 10.09.58

*

@ VISIONI D’ARTE – AUDITORIUM CA’ FOSCARI / CENTRO ESPOSITIVO A+A (VE) – 30>31.01.2013

Schermata 01-2456324 alle 11.59.04

Lista Artisti in proiezione per “Visioni d’arte”:

Elena Bellantoni, Alessandro Amaducci, Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti, Francesca Fini, Elisabetta Di Sopra, Matilde De Feo, Antonello Matarazzo, Franco Losvizzero, Valentina Dell’Aquila, Danilo Torre, Virgilio Villoresi, Cosimo Cappagli, Piero Chiariello, Nhieu Do, Guglielmo Emmolo, Salvatore Insana, Arash Radpour, Lino Stangis, Valerio Veneruso, BridA, Renzo Cevro-Vukovic, Paolo Comuzzi, Manuel Fanni Canelles, PuntoGi

Aurora Fonda is introducing my works @ Auditorium of Cà Foscari

Schermata 03-2456374 alle 22.27.32

Schermata 03-2456374 alle 22.27.49

A selection of video @ A plus A

Schermata 03-2456374 alle 22.28.13

*

DADA VS VJ SET @ ZTL WAKE UP! (TREVISO) 26.01.2013

Schermata 01-2456320 alle 20.00.47

ZTL meet Jurassic Jam Record

Prima serata di carnevale all’insegna della musica elettronica espressa in vari modi e diversi stili, caratterizzata da beat spezzati e profondi bassi taglienti; sonorità underground si mescoleranno a ritmi e melodie incalzanti per una nottata non proprio convenzionale. In console si alterneranno live e dj sets inusuali di alcuni produttori della nuova etichetta Jurassic Jam Record.

/// NOPIUS (People Moverz) || BeatBox & Techno Liveset

/// OVER-DOS || Electro Step Liveset

/// MIDI MANIAKS + FLEXNOTE || Analog & Digital Liveset + Guitar Set

/// DADA VS || Vj Set

/// VARIOUS WICKED DJ SETS

A far da cornice a questa serata ci saranno le opere di MATTEO VETTORELLO di Banchina Molini.

Venite numerosi che a ZTL WAKE UP! spazio ce n’è!!!!

Ingresso a offerta libera

IMPORTANTE: Essendo il nostro obbiettivo quello di tenere il posto più a lungo possibile, dobbiamo rispettare il nostro vicinato. Questo implica il fatto che non possiamo fare musica oltre un certo orario, che per il momento sono le 2.30 circa. Ci auguriamo in futuro, grazie ad alcuni lavori strutturali che abbiamo in programma, di poter posticipare l’orario di chiusura senza ricevere telefonate isteriche del vicinato o ancora peggio visite sgradite di ometti in divisa.

*

DADA VS VJ SET @ BLITZ CLUB – NAPLES – 20.01.2013

Schermata 01-2456313 alle 13.14.16

*

@ PAN MUSEUM IN NAPLES  FOR THE GROUP EXHIBIT “NINA – NUOVA IMMAGINE NAPOLETANA”  21.11.2012

banner nina

nina pan

3472530633 Nina3

8 years of received SMS collected in a book

3472530633 allestimento

542682_4996072629415_823943039_n

*

@ “SOLUZIONE DI VIAGGIO INIBITA” 14.06.2012

“SOLUZIONE DI VIAGGIO INIBITA”  is a residency for artists … in ten minutes (4 Km)… in a train. This project is curated by Lucrezia Calabrò

During the residency, from Venice to Mestre

Opening of the exhibition on the railway platform in Mestre

During the exhibition, from Mestre to Venice

Displaying “HC 4 LIFE”

*

@ FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA FOR “FINE CORSA – MOSTRA LABORATORI IUAV” – VENICE – 2012

A graphic contribution  for the project / publication on psychological tests “PROFILO A” by Giulia Morucchio and Irene Rossini

“Shhh” – 2012

*

@ VENETIAN INDUSTRIES FESTIVAL 2011

EXPO

Sabato 10 e Domenica 11 Settembre 2011 dalle ore 15.00 alle ore 2.30

Alice Socal, ALTERAZIONE SPERIMENTALE, Andrea Furlan, Antenna Lab, Art(h)emigra satellite, Associazione Flat, Automatic Books, Baffi di Latte, Barbara Puliga, Bodoni Studio, Bolo Magazine, Boring machines, Chimajarno, Coconudo, Collamente, Davide Vanzin, Dirtmor, Electronic Girls, Elena Regazzo, Enzimi, Filo e colori di Ila, Francesca Martini, Garage Records, Giuda Editzioni, GiZeta, Graphic Art and Press, Go Down Records, Idee Confuse, Ines Smajic, Inutile, Lago Film Fest, laverna, Les Jolies Moules, Libreria Wonderland, Lizard records, Macaco Records, Manzanilla Dischi, My Crazy Food, Mogliano HC Skateboarding, Mr. Lover, Musicattiva, Nedac, Nedac Editions, Nove, OLIOFACTORY, Pretty Flowers, Radio Base, Radio Bue, Rxstnz, Sculture di Filo, Shyrec, Sugo Recycle, Supergiro, theSPONKstudios, Tish Design, Tommaso Gentile Studio, Ugly Dogs Records, UHT magazine, UnKiwi Design, Valerio Veneruso, Vaggimal Records, Venezia Comix, Venice Design Week, Visioni web

Photo: Eleonora Cori – http://maistatilucidi.tumblr.com

MY STAND @ VIF 2011: POSTERS + STICKERS + NOTEBOOKS + MODULAR POSTCARDS

New tees with 3D colors

*

COLLEZIONE PRIVATA RECIPROCA @ “AL DI LA’ DEI TAROCCHI”  –  CONVENTINO DI MONTECICCARDO (PU) – 30.04.2011

*

TOOL_KIT FESTIVAL:

A festival about interactive art, curated by Giada Pellicari and Martin Romeo.

Galleria A+A, Venice: 10 – 11 – 12 – 13 marzo 2011

http://toolkitfestival.com

Some pics from my performance “Collezione privata reciproca” during the first edition of  “TOOL_KIT FESTIVAL”.

Annunci